arton26275

Io non apro mai la cassetta della posta, MAI, è una cosa che fa sempre mia moglie, SEMPRE, per dire non so neanche se la mia chiave funziona ancora.
Non so perchè, forse un tremito nella forza, forse il karma, ma quel giorno infilo la chiavetta nello sportellino guidato da non so quale presentimento e dentro ci trovo una delle due peggiori disgrazie che possano arrivare via posta: una cartolina verde che mi invita a ritirare un atto giudiziario… (per la cronaca la seconda disgrazia è rappresentata dall’invito a un matrimonio magari a luglio).
Va bene mi dico, sarà una multa per qualche rosso o magari un parcheggio “allegro”, 50 euro o giu di li e me la cavo.
Arrivo alla posta, l’intestazione delle busta che mi viene consegnata aumenta le mie pulsazioni e rende molli le mie gambe: AGENZIA DELLE ENTRATE.
Apro
un plico di venti pagine
accertamento
dichiarazione parziale
60 giorni di tempo
sanzioni
interessi

Vabbè, ma quanto devo pagare?
Nel plico ci sono almeno una decina di tabelle che contengono cifre che vanno da 0,17 euro (giuro) a 2.900 euro.
DUEMILANOVECENTO EURO???

Faccio un bel respiro, riprendo il plico, faccio un bel respiro, metto via il plico.
Lascio decantare un giorno, poi riapro e mi metto a studiare.
Il fatto contestato si riferisce al 2009, passaggio da una società a un’altra, avrei omesso il cud di una delle due.
Ok, non ho la documentazione del 2009, sono fregato.
Che poi in uno stato efficiente il tempo per contestare qualcosa dovrebbe essere un anno, facciamo due e non cinque e in ogni caso perchè ogni contestazione economica deve avvenire a ridosso della scadenza? Per massimizzare gli interessi e soprattutto la probabilità che il malcapitato non sia più in grado di provare il contrario? Ecco, Renzi ho un’altra idea: se qualche ente mi contesta una cifra dopo il primo anno e dimostro di aver ragione io, la stessa cifra mi viene corrisposta dall’ente stesso come risarcimento per la rottura di palle.

Vabbè, nello specifico forse hanno anche ragione ma il problema non si pone, quindi continuo con la lettura del plico, credo incomprensibile a tutta la cittadinanza italiana ed estrapolo, forse, le seguenti informazioni:
– se non contesto e pago entro 60 giorni mi riducono sanzioni e interessi e pago “solo” 1.760 euro
– se contesto e perdo pago 2.900 euro
– posso rateizzare
– posso reteizzare solo la cifra non pagata allora
– posso rateizzare solo gli interessi (??)
– posso rateizzare solo la multa
Mentre leggo e rileggo il tutto arrivo alla conclusione che deve esserci un metodo dietro, forse lo sfiancarti come cittadino o magari farti sentire inerme rispetto alla pubblica amministrazione, non può essere opera di una persona regolarmente assunta e pagata con i miei soldi che convinto di fare una cosa per bene ha scritto venti pagine incomprensibili per spiegare una cosa che si poteva racchiudere in due fogli (corpo 15, interlinea doppia), no, non può essere che un tale cretino sia stato assunto per fare questo e che nessuno lo abbia ancora licenziato. VERO, NON PUO’ ESSERE?

Ok, opto per una rateizzazione, da sconfitto decido di recarmi direttamente al patibolo, agenzia delle entrate, agenzia di torre spaccata.
Il palazzo è isolato, ampio parcheggio, neanche troppo pieno.
Entro, spazi ampi e luminosi, neanche male mi dico.
Al solito, prima la fila per il numeretto, davanti a me osservo l’incaricato dei numeri, siede su una poltrona girevole, ascolta con attenzione la questua degli astanti, poi si gira e schiaccia uno dei 10-15 pulsanti colorati sullo schermo e distribuisce il numeretto.
E’ il mio turno, espongo il problema, ricevo il numeretto, ho il sospetto che il tizio neanche ascolti, forse è proprio sordo, mi chiedo se rifacendo la fila ed esponendo lo stesso problema con parole diverse non riceva un numero con un servizio diverso, non lo faccio ma il sospetto mi resta.
I servizi apparentemente sono una quindicina, la mia semplice mente educata a una logica di base avrebbe anteposto al numero una delle lettere dell’alfabeto, da A 001 a S 001 tanto per dire, ma evidentemente non sarei mai assunto nella pubblica amministrazione perchè li, qualche mente geniale ha deciso che i servizi sono contraddistinti da due lettere e non in sequenza come qualche povero illuso possa aspettare ma in modo assurdo, non randomico che sarebbe già un vantaggio, ma in modo da creare la massima confusione possibile: AS, AZ, AD, RY, YZ, PA, DA ecc. ecc.
Sala d’aspetto piuttosto ampia, sedie comode, facce scomode ad aspettare notizie che possono andare dal brutto al pessimo.
In alto campeggia un enorme display che spiega quale numero viene servito da quale sportello con ampia traduzione in tutte le lingue del termine “sportello”.
A fianco della sala d’aspetto un grande open space con i vari sportelli, su un muro una freccia che indica l’open space e che riporta che li sono presenti gli sportelli dall’1 al 16.
Poi quattro cartelli che indicano gli sportelli dal 18 al 21, dal 22 al 28 e dal 29 al 33.
Faccio due considerazioni:
1. che paese provinciale che siamo che non usa il numero 17 per scaramanzia
2. perchè usare 3 cartelli che indicano tutti dalla stessa parte e più specificatamente l’uscita?

Il primo punto viene subito risolto quando vedo sul display che un numero viene servito dallo sportello 17……..
Cerco di capire dove sono gli altri sportelli che subito individuo il malcapitato che mi si avvicina: “scusi, dov’è lo sportello 17?”
“Sorry” gli rispondo, il tizio si avventura nell’open space sperando in un errore di numerazione.
Intanto cerco di capire dove sono gli sportelli dal 18 al 33, mentre mi muovo con circospezione noto che sul display sono apparsi misteriosamente gli sportelli 34, 35 e 36, non indicati da nessuna parte insieme a un’altra chiamata per il 17.
Mi alzo, individuo alcuni sportelli nascosti in quello che sembrava un bagno, incrocio di nuovo il primo tizio del 17 che vaga ormai senza speranza, con disperazione noto che il numero prima del mio viene servito dallo sportello 36, PANICO.
Il secondo tizio del 17 mi incrocia, mi chiede se so qualcosa, gli rispondo di no ma in compenso mi illumina sulla posizione degli sportelli 34 e 35. Forse ce la faccio, vago tra androni vuoti, bagni che perdono e sottoscala e faccio la conoscenza di altri due tizi dello sportello 17, uno è li da una settimana e ormai ha preso la residenza….
Una stanza, una porta nascosta da un’altra porta, un post-it giallo, penna blu, pessima scrittura: STANZA 36.
ANDIAMO!
Sul display appare il mio numero, stanza 34.
BASTARDI, ma sono preparato grazia alla soffiata di prima e entro deciso.
IO
Buongiorno, vorrei rateizzare questo accertamento
LUI
Mi faccia vedere….
Qui le si contesta questo e quest’altro, poi questa è la multa, queste sono le sanzioni, questa è la supercazzola, ecc. ecc
IO
Guardi, sono qui per pagare, vorrei solo rateizzare
LUI
Bene, può rateizzare solo il capitale, solo gli interessi, solo la mora, gli interesse e la mora e non la multa e viceversa, ecc. ecc.
IO
Guardi rateizzo l’intero importo.
LUI
Lo può fare mensilmente, trimestralmente, con interessi alla francese, all’americana, tasso fisso, doppio turno proporzionale, ecc. ecc.
IO
…….
LUI
Si sente bene?
IO
…….
LUI
Scusi, mi sente?
IO
Si, mi ero addormentato, mi scusi. Faccia lei, un misto di gusti frutta, no crema.
LUI
…….
IO
Stavo scherzando, cosa vuole che ne sappia, mi faccia una retaizzazione e mi faccia uscire da questo incubo.

Mi consegna lo stesso plico con a penna le indicazione per pagare la prima rata, indicazioni piene di sgorbi riguardanti codici da mettere nel modello f24.
Essendo qualche volta previdente, tiro fuori uno dei modelli F24 che mi sono stampato e gli chiedo se è possibile riempirlo insieme.
LUI
Mica posso perdere tempo
IO
Io invece si….
LUI
Mi scusi?
IO
Mi ha parlato per un quarto d’ora fornendomi informazioni inutili, ora l’unica cosa che mi serve è cosa devo scrivere nel modello F24, qui c’è un codice di 4 cifre e lei me ne ha date 2, se poi sbaglio cosa succede?
LUI
Ci mette due zero davanti
IO
E ci voleva così tanto per dirmelo?
LUI
Mi sta facendo perdere tempo
IO
Anche lei, con la differenza che mentre è qui a lei la pagano, io sono qui per pagare 1700 euro, faccia lei.
Lui non fa…

Mi alzo, saluto con gentilezza augurandogli dal profondo la peggiore dissenteria del secolo, esco
una faccia disperata mi si para davanti
“mi scusi….”

No, non lo so dove è la stanza 17, mi spiace…….

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