metro

Hanno un età che va dai 25 ai 35 anni, con qualche eccezione tra le più giovani. Camminano sulla banchina convinte di averla solo loro e se la tirano manco fosse un elastico. Portano sempre occhiali da sole che secondo la moda odierna sono enormi, coprono quasi la metà della faccia. Li tengono anche se la stazione o il vagone è buio, non vogliono essere guardate e non vogliono guardare l’orrida plebaglia con cui devono condividere il viaggio. Sono pettinate in modo perfetto anche quando sono spettinate, generalmente poco truccate. Hanno addosso quattro stracci ovviamente tutti firmati, non vestono in modo troppo appariscente, il capo più usato è il pantacollant o fuseaux, in qualche caso il jeans aderente, tutti portati aderentissimi tipo seconda pelle. Non si siedono, odiano il contatto con gli altri, restano in piedi e spesso portano la punta di uno dei piedi verso l’interno assumendo quella postura da modella bambina che probabilmente hanno studiato per ore davanti allo specchio. Hanno tutte l’iphone (e la smart) ultimo modello e non si tolgono mai le cuffio anche se sospetto che non ascoltino veramente nulla. Ora che la connessione cellulare funziona anche in metro le vedo esercitarsi nel campionato mondiale di “sms”, la velocità con cui scrivono è disumana, inarrivabile per chiunque abbia più di 30 anni. Se il vagone è pieno di gente, per salire e scendere non chiedono permesso e neanche spingono, si infilano mutando forma e consistenza per riuscire a non toccare niente e nessuno. Sembra che vengano da un altro pianeta e che siano state lasciate qui per sbaglio e non vedono l’ora che le vengano a riprendere.

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