macchina fotografica e rullini

1. Il presidente (o coordinatore, o quello che insomma rompe le palle):
a metà tra il ragionier filini e il furio di verdoniana memoria è quello che senza nessuna investitura democratica si sente spontaneamente e naturalmente l’unico in grado di guidare e coordinare il gruppo di appassionati che senza la sua guida sarebbero destinati a un oblio senza fine. A seconda delle caratteristiche del personaggio le sue proposizioni e imposizioni al gruppo spaziano dai temi delle foto alla pietanza da ordinare al pub. Ciclicamente ripropone i seguenti temi: bianco e nero, monocromatico, sfumature di grigio, non a colori, ecc. ecc. La sua maggiore preoccupazione è organizzare mostre, sempre e comunque, dove esporre le foto del gruppo e quindi va alla ricerca di spazi espositivi che generalmente spaziano dall’anticamera del bagno al retro del tendone del salsicciaro alla sagra paesana.

2. Il professore
figura temutissima in ogni gruppo, è cresciuto a manuali di fotografia che è in grado di citare a memoria, conosce ogni possibile combinazione di tempi/diaframmi/iso e sa calcolare profondità e angolo di campo solo dando un’occhiata all’obiettivo. Corregge chiunque non esprima con esattezza scientifica un concetto tecnico e interviene, non invitato, in ogni discussione che gli permetta di sciorinare il suo sapere. Ovviamente scatta in media delle foto di merda.

3. L’analogico
quello che quando c’era la pellicola era un’altra cosa, che la magia delle emulsioni non si può ricreare, che il digitale ha ucciso la fotografia. A casa ha qualche residuato analogico che ovviamente langue pieno di polvere e muffa dentro a un cassetto e studia segretamente le caratteristiche di ogni nuova reflex digitale che compra non appena disponibile.

4. Lo scattatore compulsivo (o a pene di segugio)
quello che scatta (e che poi pubblica) qualsiasi cosa gli venga in mente senza nessuna idea o progetto. In un unica giornata è in grado di pubblicare anche 100 foto tutte diverse una dall’altra ma tutte totalmente inutili. Le inquadrature sono sempre a metà tra due soggetti con scampoli di altre cose finite in mezzo per caso: mezzo piedi, un quarto di finestra, il gambo di un fiore, un particolare di macchina, mezza nuvola.

5. Quello riflessivo:
antitetico allo scattatore compulsivo e spesso affine all’analogico, il fotografo riflessivo non scatta mai a caso. E’ in grado di passare intere giornate a programmare e pensare allo scatto fino a quando il soggetto pensato non esiste più in quanto morto, mutato o spostato dalla sua sede originale. E’ l’incubo di tutti nelle uscite di gruppo, quando gli altri hanno ormai riempito la scheda lo scattatore riflessivo è ancora incerto sui tempi di scatto della sua prima fotografia, motivo per il quale spesso viene abbandonato a se stesso per essere ripreso mesi dopo magari da un altro gruppo che fa lo stesso percorso. Per questo il fotografo riflessivo si ritrova spesso in altri gruppi che si scambiano continuamente i soggetti in questione. Molto ambito da chi cerca occasioni nell’usato in quanto la sua attrezzatura è spesso intonsa.

6.Il macrista: (giuro c’è in ogni gruppo)
il macrista è affetto da un disturbo comportamentale, in alcuni casi passeggero per cui il fotografo migra successivamente alla malattia ad altri generi, in altri è invece permanente. Qualsiasi sia il tema proposto dal gruppo questo verrà sviluppato attraverso la macrofotografia, si tratti di “parigi di notte” come di “stelle lontane”.

7. L’imbucato:
è uno dei più presenti, non manca di commentare post ed è presente a quasi ogni riunione ma non scatta una foto da anni (ammesso che ne abbia mai scattate). Nei forum e nei blog tratta argomenti assolutamente estranei alla fotografia, spesso si scopre che era convinto di partecipare a un gruppo diverso.

8. L’indeciso:
sta sempre per comprarsi qualche nuovo obiettivo, a mettere insieme le sue intenzioni verrebbe fuori un corredo da professionista. L’indecisione è perenne e assolutamente senza senso, passa dall’idea di acquistare un sistema micro 4/3 alla full frame passando per una compatta evoluta finendo poi per comprare qualcosa di cui pentirsi subito dopo. Assilla tutti gli altri (soprattutto il professore quando non è lui stesso) con domande continue per dipanare i suoi dubbi che non trovano pace.

9. Lo sherpa (detto anche il portatore):
si riconosce dallo zaino voluminoso che si porta costantemente dietro che pesa non meno di venti chili. Ha accumulato negli anni un corredo di non meno di 12 obiettivi che cerca di stipare secondo nuove combinazioni nello zaino enorme che si è comprato. Alla fine finisce con lo scattare pochissime foto perchè quando finalmente trova l’ispirazione la lente che gli serve è a casa o persa dentro una delle mille tasche dello zaino.

10. L’invasivo:
porta sempre la macchina con se, persino al bar per fare colazione, si presenta a tutte le riunioni con la reflex carica e scatta centinaia di foto ai partecipanti riempendo conseguentemente i profili facebook e i blog di migliaia di foto di gente che parla, che mangia, che beve, che chiacchera, che sorride. Buona parte delle foto sono spesso sfocate e/o sottosesposte.

11. Il fotografagnocche
generalmente entra nel gruppo in punta di piedi, si presenta come un dilettante senza pretese e all’inizio posta poco o nulla. Poi sulla bacheca a suo nome iniziano a comparire le prime immagini di una gnocca. Pura fortuna si pensa all’inizio, poi i post aumentano e il numero di gnocche fotografate aumenta di settimana in settimana tanto da far impallidire il catalogo ufficiale delle modelle di vogue. Qualcuno maligna che le foto non sono le sue anche perchè non è mai stato visto in compagnia di una di quelle modelle e molti set risultano persino esotici e ci si chiede come tra il lavoro e la famiglia trovi tutto quel tempo per mettere su quei set pregni di gnocca.
Quando è reale vive sul filo del rasoio raccontando a casa che la sua passione fotografica è confinata alla natura morta mentre è apprezzatissimo da tutti gli amici che si offrono di prestargli ogni genere di attrezzatura (rene compreso) pur di poterlo accompagnare in uno dei suoi set fotografici, set che nessuno ha mai visto dal vivo….

12. QUELLO BRAVO:
c’è sempre nel gruppo quello bravo. E’ sempre in incognito, tiene un profilo bassissimo, parla poco e osserva molto, qualche volta partecipa a intere riunioni non visto da nessuno. Non lo si vede mai con una macchina fotografica in mano, scatta sempre da solo e non osservato, spesso con attrezzatura rimediata di seconda mano e di scarsa qualità ma le sue foto sono anni luce avanti a tutte le altre prodotte dal gruppo.

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