Angular Perspectives

Questo piccolo progetto nasce da un’esigenza, per essere più precisi da una frustrazione che ha generato un’idea. Passati mesi senza riuscire a scattare praticamente una foto per la mancanza cronica di tempo da dedicare a questa piccola passione ho iniziato a cercare un certo modo di fotografare indipendentemente da un soggetto specifico o da un tema. Questo modo di fotografare doveve adattarsi al poco tempo libero e doveva permettermi di scattare qualche foto nei ritagli di tempo, magari durante il tragitto casa-lavoro o durante i normali spostamenti senza dover ricercare un soggetto particolare.

Camminando ho iniziato a guardarmi intorno e il passaggio più ovvio è stato quello di guardare verso una dimensione che quando camminiamo immersi nella nostra quotidianità tendiamo a dimenticare ossia l’altezza. Lo sviluppo verticale in un contesto urbano offre una moltitudine di spunti interessanti, tuttavia ho riscontrato che quando si fotografa qualcosa che si sviluppa verso l’alto spesso si tende ad allontanarsi quanto più possibile per raddrizzare le linee verticali ed eliminare quella che erroneamente molti di noi chiamano aberrazione prospettica quando molto più semplicemente si tratta di prospettiva e basta; istintivamente tendiamo a raddrizzare la foto e a nascondere il punto di fuga dietro l’oggetto che stiamo fotogrando.

Fatte queste considerazioni ho pensato di roversciare completamente l’approccio cercando di fotografare in verticale, amplificando quanto più possibile la prospettiva cercando di posizionare il punto di fuga fuori dall’inquadratura; per fare questo mi sono servito di un grandangolo spinto pari a 15 mm sul formato Leica che copre un angolo di campo sulla mia macchina superiore ai 90 gradi.

Le foto sono state fatte in giro per Roma durante vari spostamenti, occasionali o voluti ma la serie si presta chiaramente ad essere arricchita visto che questo approccio può essere utilizzato in qualsiasi contesto urbano.

Per lo sviluppo ho deciso un approccio altrettanto estremo, quasi caricaturale, che enfatizzasse ancora di più questa visione distorta e inusuale.

Quando ho potuto ho scattato esponendo leggermente a destra in modo che la sovraesposizione mi permettesse di aumentare il contrasto agendo direttamente sui neri, ho poi enfatizzato chiarezza e nitidezza ottenendo come scarto un pò di rumore che però ben si adatta ai pattern tipici dei materiali architettonici.

Infine ho applicato una specie di cross process usando il verde (tipico risultato del cross process) o il giallo sulle alte luci e il blu o il viola sulle ombre a seconda della foto.

Ovviamente non ho applicato nessuna correzione software alla lente per evitare di perdere, anche marginalmente, quell’effetto di prospettiva esasperata.

Come già accennato questo piccolo progetto è ovviamente destinato a crescere sia per l’infinità degli spunti che si possono trovare sia per eventuali nuove idee sullo sviluppo.